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Un po' di Storia
Nella maturità della sua stagione creativa, qual'è il
bilancio professionale di Pietro Montanari ?
E’ riuscito a creare un proprio « marchio ».
Come tutti i cuochi di una certa classe, ha seguito il
tradizionale apprendistato: gavetta a tredici anni a Roma
all’Hotel Quirinale, quindi, sempre a Roma da
Corsetti, Passetto, Giggi Fazzi, tra i più importanti.
Dopo vari vagabondaggi, nel 1962 approda a Bologna,
in via dei Falegnami, a condurre finalmente il Suo
ristorante; e dal 1971 si
stabilisce a «
La Cesoia ».
Un po’ sperimentatore, un po’ creatore, dalla pratica nei
grandi ristoranti e dalla scuola di Carnacina, Pietro non
persegue tanto la ricerca della novità, dell’invenzione,
quanto mira alla coltivazione dell’autenticità.
Ha vissuto i fasti della cucina internazionale ed il
recupero di quella contadina, la diversificazione delle
cucine regionali e l’inventiva della mensa ufficiali (cuoco
nel periodo militare al Circolo Ufficiali), ma ha subito
compreso che è l’autenticità dei sapori a determinare o a
influire sulla costruzione dei gusti.
La lezione che si apprende da Pietro, e ne sono testimoni i
Clienti affezionati, è che nel Suo ristorante si mangia
soprattutto con i ricordi, con le tradizioni di famiglia e
del paese, con le nostalgie dell’infanzia.
E questa è anche la proposta di una cultura culinaria
fondata sul rispetto delle stagioni, dei cicli della natura,
fondata, insomma, sul ritorno e sulla valorizzazione del «
prodotto ».
Dalle coltivazioni della Sua Umbria provengono anche i
prodotti base: olio, vino, salumi e formaggi.
Ecco, questo significa, in definitiva, il « marchio di
Pietro »: riconoscere ad occhi chiusi la Sua cucina.
Pietro ha saputo catturare lo zeitstil (stile,
marchio del tempo), e per questo non passa mai di moda.
Creatore di illusioni gastronomiche quando ci immerge nel
clima di una cucina autentica, paesana, ma nello stesso
tempo scrupoloso cultore del sapore, perché attento al gusto
senza attentare alla salute del corpo.
Grande cuoco, artista dell’effimero, cosa resterà della Sua
cucina?
Il ricordo della Sua amabile cordialità e il profumo dei
nostri anni migliori.
(Giovanni
Cremonini)
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